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Comunità: /co·mu·ni·tà/

sostantivo femminile (dal latino communĭtas -atis, derivato di communis >>che compie il suo incarico (munus) insieme con (cum) altri è presente nella lingua italiana sin dal 13° secolo.

1. Il primo è legato alla critica romantica della società moderna, indica una forma di vita collettiva caratterizzata da un profondo sentimento di appartenenza, fiducia e dedizione reciproca. [Fonte Treccani]

2. Il secondo, di tipo descrittivo, indica invece un qualsiasi insieme di persone legate da uno o più fattori (lingua, territorio, religione, professione, economia e politica). [Fonte Treccani]

Comunità
Dove si riossigenano i legami

Il piccolo ci fa sentire al sicuro, tra simili, ma costruisce spesso pareti soffocanti; il vasto allarga gli orizzonti, ma deve fare i conti con la distanza e la diversità. Da sempre siamo attraversati da questa ritmica. Così è stato già più di ventitre secoli fa, quando, dalle piccole poleis, i Greci si sono trovati in frantumi il loro mondo al cospetto dello sfondamento a Oriente di Alessandro Magno. Così è stato, in direzione contraria, ai giorni nostri, dopo la grande ubriacatura della globalizzazione, che ha generato la risposta immunitaria di nuovi localismi. Locale e globale sono le parole che mettono oggi alla prova il ruolo strategico di mediazione della comunità.

Comunità è infatti lo spazio del vivere comune, chiamato a superare questa polarizzazione. Comunità è il luogo dove è richiesto essere persona e attraverso cui diventiamo persone. Ancora di più. Comunità è dove sperimentiamo cosa ci tiene insieme davvero, la casa comune dell’inter-esse e non il campo da gioco di sfrenati interessi individualisti. Ancora di più. Comunità è là dove il locale non si accontenta di sé e il globale non sradica identità e legami. Ancora di più. Comunità è dove resta viva l’attenzione affinché nessuno rimanga indietro.

Cosa c’entra la sostenibilità? La sostenibilità è ciò che aiuta la comunità a non chiudersi su se stessa e aiuta il mondo a non fare a meno della comunità. “Tutto qua”. Perché? Perché se “tutto è in relazione” e “tutti siamo in relazione” serve un ambito che si prenda cura della relazione in una prossimità possibile e le restituisca la portata ampia della responsabilità anche nei confronti di coloro e di ciò che non abbiamo “a portata di mano”.

La sostenibilità è oggi la spinta per un ripensamento complessivo dei tanti luoghi di comunità che abitiamo. In nome della comune appartenenza al genere umano e della necessità di prenderci cura del mondo, urge spendersi per una riossigenatura dei legami dentro e tra le comunità, a partire da relazioni rigenerate e generative tra territori e relazioni di riconoscimento e riconoscenza tra generazioni.

Servono per questo istituzioni che ascoltino e abilitino le comunità e comunità che contribuiscano a dare volto e forma nuovi alle istituzioni, per favorire un nuovo equilibrio tra territori e comunità e una nuova virtuosa circolarità tra le energie che li animano. Sostenibilmente.

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